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  RD 250 LC   &  RD 350 LC

        (4L3)                    (4L0)

 

1979

 

 

 

In principio.... fu la RD 250 del 1979 (RZ per i mercati Nord-Americani, Giappone, Australia, modello 4L3)

Era il modello super sportivo, derivato dalla TZ 250, e fece immediatamente scalpore al suo apparire al Tokyo Motor Show del 1979.

Il suo bicilindrico 2 tempi di 247,34 cc (54x54 mm), raffreddato a liquido, erogava l'equivalente di 140 cavalli per litro. Era montato su un telaio a doppia culla con sospensione monocross (sistema Cantilever) ed adottava altre soluzioni, come le ruote in lega leggera, che fornivano prestazioni di guida senza precedenti.

 

Lunghezza x larghezza x altezza totali (mm.): 2.080 x740 x 1.085

Peso: 139kg

Serbatoio benzina: 16 litri.

Potenza massima: 35 cv a 8.000 giri/min.

Coppia massima: 3,0 Kgm a 8.000 giri/min.

 

 

  

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

Ma subito arrivò la 350 cc.............

Sempre nel 1979, al salone di Parigi, viene presentata ufficialmente una nuova versione dell' RD 350, il modello è denominato LC (liquid cooled), telaio 4L0 (type 00). Il telaio è il 4U0 per la RZ 350 giapponese.

Successivamente, al salone di Colonia nel 1980 viene presentata un nuova versione, con cupolino solidale al faro e puntale, che affiancherà la versione nuda .

Questo modello è stato il primo ad essere importato in Italia dalla Belgarda, la quale riesce solo nel 1981 a far arrivare 200 moto (type 01), a causa delle limitazioni applicate dalla normativa italiana alle importazioni per i veicoli con meno di 380 cc.

 

 

MOTORE
Due tempi, due cilindri paralleli, raffreddato a liquido.

Alesaggio e corsa mm 64 x 54; cilindrata totale 347 cc. Rapporto di compressione 6.25:1, potenza max. 35 KW (47 cv) a 8.500 giri; coppia max. 39 Nm (4.0 Kgm) a 8.000 giri. Ammissione lamellare.

Due carburatori Mikuni SS da 26 mm. Lubrificazione automatica separata tipo Autolube; lubrificazione cambio tramite pompa trocoidale. Accensione elettronica a scarica capacitiva (CDI). Avviamento a pedivella sul lato destro.
IMPIANTO ELETTRICO

Tensione di funzionamento 12 Volt Generatore: alternatore da 190 Watt. Batteria da 12 V, 5.5 A/h.
TRASMISSIONI

Primaria ad ingranaggi a denti elicoidali, finale a catena.

Frizione multidisco in bagno d'olio. Cambio a sei marce.
CICLISTICA

Telaio a doppia culla chiusa, in tubi di acciaio a sezione tonda;

Forcellone posteriore in acciaio a sezione tonda;

Interasse 1365 mm, inclinazione cannotto 27,10°, avancorsa 102 mm;

Forcella teleidraulica non regolabile, con steli da 32 mm ed escursione 140 mm, olio SAE 10/20.

Sospensione posteriore Monocross, escursione ruota 110 mm.

Freno anteriore a doppio disco da 267 mm con pinze flottanti a doppio pistoncino; posteriore a tamburo diametro 160 mm.

Ruote in lega a cinque razze sdoppiate tangenziali con canale da 1.85x18;

Pneumatici: ant. 3.00x18, posteriore 3.50x18.
RIFORNIMENTI

Serbatoio carburante lt. 16 di cui 1.9 di riserva; serbatoio olio lubrificazione separata lt. 1.6; olio cambio lt. 1.7 SAE 10/30; liquido refrigerante lt. 1.8.
DIMENSIONI E PESO

Lunghezza 2.085 mm, larghezza 705 mm, altezza 1135 mm,

altezza sella 780 mm, diametro sterzata 6200 mm. Peso a secco kg 139.

MODELLI

4L0-00 (1979-80)

4L0-01 (1981-82)

 

Prezzo chiavi in mano (1980): Lire

Forma di garanzia: 12 mesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Colori (RD): bianco; nero; blu. Telaio sempre nero.

Colori (RZ): bianco; nero; blu; rosso. Telaio sempre nero.

 

  

    

 

 


L'adozione del raffreddamento a liquido rappresenta un notevole incremento sia di potenza quanto di affidabilità del motore, rispetto alle precedenti versioni con i cilindri raffreddati ad aria.

Il motore ritorna alle misure che diverranno classiche e cioè 347cc. di cilindrata con alesaggio per corsa pari a 64X54 mm.

Il rapporto di compressione è di 6.25:1, con un volume di camera di scoppio di 21 cc.

I cilindri hanno le canne in ghisa con riporto di alluminio, ed una misura di rialesaggio massimo pari ad 1 mm.

La luce di scarico ovale ha un'altezza di 30 mm dal piano superiore del cilindro mentre quella di ammissione riporta una lunga "unghiata" che termina ad una altezza di 43 mm.

I quattro travasi hanno una inclinazione dei canali notevole, con flusso gassoso indirizzata nella parte alta del cilindro. Sul mantello del pistone si situano due fori di 16 mm di diametro sul lato dell' aspirazione, a 21 mm dallo spigolo inferiore, creati per migliorare l' afflusso della miscela nel cilindro.

Le bielle con forma ad "I" hanno interasse di 110 mm.

 

      

 

L'impianto di raffreddamento, alimentato da una pompa meccanica centrifuga con un rapporto di riduzione di 1.6 rispetto ai giri del motore, ha un radiatore con capacità radiante di 10.000 Kcal/h, una altezza di 272.5 mm una larghezza di 180 mm ed uno spessore di 32 mm. La capacità totale dell'impianto di raffreddamento é di 1.8 litri.
I carburatori ora sono due Mikuni SS da 26 mm, ed il getto del massimo è da 160.

Il sistema di lubrificazione rimane affidato ad una pompa meccanica, la quale preleva olio dal serbatoio di 1.6 litri posto sotto la fiancatina sinistra, per poi immetterlo a pressione ai cuscinetti di banco, ai perni di manovella, ed alle pareti dei cilindri.
Il pacco lamellare consiste di lamelle a due petali con spessore di 0.5 mm ed alzata pari a 9 +/- 0.4 mm.

 

La ciclistica si basa su un classico telaio a doppia culla chiusa in tubi di acciaio con il canotto inclinato di 27°10', con un'avancorsa di 102 mm. ed un interasse di 1365 mm.

Ma la novità la troviamo al retrotreno, in quanto questo è il primo modello stradale Yamaha dotato della sospensione "Monocross", che tra l'altro è anche la prima sospensione mono ammortizzatore realizzata in tempi moderni, già sperimentata con successo, da Yamaha nel cross dal 1973 con il modello YZ250.

L'escursione è di 110 mm. ed è controllata da un ammortizzatore oleopneumatico "De Carbon" messo in posizione quasi orizzontale sotto il serbatoio carburante.

Il forcellone posteriore è dotato di una capriata superiore che agisce sull'estremità dell'ammortizzatore ed irrobustisce notevolmente la struttura.

 

 

 

 

 

La forcella anteriore, di tipo teleidraulico con canne da 32 mm., ha l'escursione portata a 140 mm.
L'impianto frenante ora viene maggiorato con due dischi da 267 mm. all'anteriore ed un tamburo da 180 mm al posteriore; le pinze freno sono di tipo flottante con pasticche rettangolari e diametro del cilindretto di 38.18 mm.

Le ruote ora sono fuse in alluminio a 5 razze sdoppiate con disegno curvilineo e canale 1.85 X 18", i pneumatici sono anteriormente di misura 3.00-18 e posteriormente 3.50-18.

Il serbatoio è in lamiera, mentre il parafango anteriore, i fianchetti e il supporto sella sono in plastica.
La moto ora, con la sua maneggevolezza, il basso peso di 139 Kg e la potenza del motore, consente di tenere un tipo di passo difficilmente eguagliabile dalle pluricilindriche dell'epoca, è quindi qui che si trova sostanzialmente il motivo dell'inizio del suo grande successo.

 

 

 

 

Curiosità:

La RD 350 LC (4L0), fu l'ultima Yamaha a 2 tempi senza le valvole allo scarico, poi denominate YPVS (Yamaha Power Valves System).

 

In Francia ci fu una vera passione per la piccola Yamaha, con la partecipazione attiva dell'importatore Sonauto alle gare di velocità nazionali ed internazionali.

 

 

 

In Giappone, per la RZ 350 erano disponibili in after market, le marmitte ad uscita incrociata, in Europa quasi sconosciute.