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RD 350 A

1973

 

 

 

RD 350 A: cilindrata di 347,4 cc (64x54 mm), rapporto di compressione 6,6:1, cilindri a 7 travasi, ammissione lamellare, carburatori Mikuni da 28 mm, potenza 39 cv a 7500 g/min.

Cambio a 5 marce, serbatoio olio per la pompa Autolube da 2 litri.

Serbatoio benzina da 16 litri. Freno anteriore a disco singolo da 267 mm con pinza flottante; posteriore a tamburo da 180 mm.

Il telaio ha un interasse di 1320 mm; la moto è lunga 2040 mm, larga 835 mm, alta 1110 mm, con una distanza minima da terra di 155 mm.  Peso 143 kg. Velocità massima 160 km/h.

 

 

            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RD 350 B

1975

 

La RD 350 B ha le stesse caratteristiche della A, ma il cambio è a 6 rapporti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cecottina

 

RD 350 B

(Italjet)

 

La Cecottina è una RD 350 B con il manubrio basso, alcune modifiche estetiche, ma ciclistica e motore strettamente di serie, assemblata da Italjet (all'epoca importatore Yamaha) per festeggiare la vittoria del campionato del mondo del 1975, classe 350, di Jhonny Alberto Cecotto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Jhonny Alberto Cecotto

 

- Campione del mondo 1975 classe 350 su Yamaha RD -

 

Sudamericano ed europeo al tempo stesso (è venezuelano di nascita ma italiano di famiglia), Johnny Alberto Cecotto è un protagonista amato in entrambe le sponde dell'Atlantico e da più di trent'anni sulla breccia, anche se la grande notorietà e i successi maggiori sono datati anni 70, quelli della sua carriera da motociclista.
Nato a Caracas il 25 Gennaio 1956, Johnny studia da ingegnere meccanico e convince il padre Giovanni, immigrato dal Friuli all'inizio degli anni '50, a finanziargli le prime gare disputate con una Honda 750 cc 4 cilindri.
Giovanni è stato anch'egli un pilota di successo durante i suoi primi anni in Venezuela, quando ha conquistato un campionato nazionale per moto da 500 cc.
Gli anni delle gare sudamericane gli portano ben 64 vittorie continentali e una buona fama, tanto che nel 1975 grazie all'aiuto di Andrea Ippolito, importatore venezuelano della Yamaha, Johnny debutta nel mondiale 250 cc e 350 cc nel GP di Francia al Paul Ricard. Con il suo casco bianco e rosso ricalcato sui motivi di quelli del suo idolo Jarno Saarinen, Cecotto parte con l'obiettivo di fare esperienza: a sorpresa si ritrova nientemeno che vincitore di entrambe le gare!
Il nostro chiude l'anno di esordio nel circus iridato portandosi a casa il titolo mondiale delle 350 cc con quattro vittorie - battendo il 14 volte Campione del Mondo Giacomo Agostini - nonchè il quarto posto nelle 250 cc, a soli 19 anni.
Questo giovane sconosciuto arrivato dal nulla si presenta alla stagione 1976 destinato verso una carriera leggendaria. Spesso sfortunato, vittima di incidenti o - dicono le malelingue - con la testa oltre le corse, è comunque vicecampione mondiale con due vittorie e due secondi posti, dietro a Walter Villa.
Nel 1977, animato da propositi di rivincita, è purtroppo vittima di un brutto incidente nel GP d'Austria, che causa la morte dello svizzero Stadelmann e lo tiene fuori dal giro per quattro mesi. Vince comunque quattro gare tra 350 cc e 500 cc.
Nel 1978 Cecotto lascia le 350 cc per dedicarsi a 500 cc e 750 cc.

Nella mezzo litro ha però vita difficile con Kenny Roberts, appoggiato dalla filiale americana della Yamaha, e con Takazumi Katayama, sostenuto dalla casa madre. Si piazza terzo in classifica generale con un'unica vittoria ad Assen, in Olanda.

In 750cc è viceversa tutt'altra musica, e Johnny può laurearsi Campione del Mondo con quattro vittorie.
Nel 1979 cinque affermazioni nella 750 cc non sono sufficienti per andare oltre il terzo posto finale, mentre il 1980 lo vede vincitore in sole due occasioni tra 350 cc e 750 cc.
Decide così di chiudere la sua fulminante e strepitosa carriera da bi-campione mondiale nel motociclismo, e di gettarsi nell'avventura delle 4 ruote.